Vorrei porre una provocazione. Di quelle del tipo "era meglio quand'era peggio". Non va presa troppo sul serio.
In questi giorni Putin sta tentando di mostrare al mondo (e a qualche parte di mondo in particolare) i suoi muscolacci militari. Ben venga. Ben ritorni il riarmo e la Mutual Assured Distruction.
Per noi Europei che per questioni storiche abbiamo deciso che abitiamo in mezzo al mondo, tra est e ovest. Perchè proprio durante la guerra fredda riuscimmo a coagulare un'identità culturale che prima non era definita, se non a livello di una ristretta élite intellettuale in grado di viaggiare e esprimersi in lingue diversa dalla lingua madre (discorso disgiunto dall'unità politica che è arrivata dopo, e solo parziale). E sempre durante la guerra fredda nei singoli paesi si sono avuti movimenti in grado di assicurare voce in capitolo e diritti ai cittadini. Ancora, la dialettica tra chi sosteneva l'una e l'altra parte, ha potuto generare combinazioni culturali che altrove non si sono potute sviluppare. Potremmo tornare piccoli piccoli al centro del mondo. E trarne giovamento. Trarre giovamento dal collocarsi in un punto di equilibrio, per quanto instabile.
No, certo non si tornerà indietro. Nè mi piacerebbe tornare a un certo clima che provocò scontri pericolosi sopratutto in Italia e in Germania. Però negli ultimi anni, sopratutto da dopo il 2001 non vedo una situazione soddisfacente qui da noi. No. Il mondo è sbilanciato, e tutte le volte che tento di dare la colpa a qualcuno sento distintamente l'odore delle semplificazioni indebite.Spero di essere stato chiaro.
Certo, la metto lì. Tanto nei cinque anni di guerra fredda che mi è toccato vivere non ero particolarmente interessato a questioni geopolitiche. Anzi, i miei primi ricordi di qualcosa di grosso a livello mondiale sono spezzoni televisivi, sulla caduta del muro di Berlino, con tutti gli entusiasmi che ne seguirono. Solo mi chiedo perchè, da allora, non siamo riusciti a fare del mondo qualcosa di meglio di quello che abbiamo ad oggi.